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envenuto! 

Pace a te, amica o amico. Chissà cosa ti ha spinto fin qui! Forse la curiosità, o il desiderio di conoscenza o la sete di ricerca? Oppure ti sei semplicemente smarrito nella fitta trama di proposte e suggerimenti della rete? O il caso? Ma, il caso, come ha detto qualcuno, è lo pseudonimo di Dio, quando non vuole firmarsi! Qualunque sia la motivazione, è bello pensare che Qualcuno ti ha condotto fin qui per dar sollievo al tuo animo. In quest'oasi spirituale ad accoglierti c'è Maria, la Madre Celeste, la Padrona di casa. E poi ci siamo noi, i monaci cistercensi del monastero intitolato alla Vergine SS. di Cotrino, che ti facciamo compagnia in questa pausa dello spirito. Qui sei al sicuro, sotto il manto di Maria. Qui sei a casa, fra il calore e la gioia dei fratelli.Il Signore ti conceda quanto il tuo cuore desidera e giova alla tua anima. 

Benedictus te benedicat!

Orario Sante Messe

Orario  Invernale 

Giorni feriali: ore 7.00 - ore 19.00 nell'antico santuario. 

Sabato e prefestivi: ore 7.00 nell'antico santuario - ore 18.00 nel nuovo santuario.

Domenica e festivi : ore 8.30 - 11.00 - 18.00 nel nuovo santuario.

Orario  Estivo

Giorni feriali: ore 7.00 - ore 19.00 nell'antico santuario. 

Sabato e prefestivi: ore 7.00 nell'antico santuario - ore 19.00 nel nuovo santuario.

Domenica e festivi : ore 8.30 - 11.00 - 19.00 nel nuovo santuario.

Immagine CopertinaCelebriamo con gioia il Natale del Signore!

Un Natale di pace a tutti voi!

Scorrendo su Google le tante immagini natalizie, soprattutto quelle relative alla fuga in Egitto, al fine di sceglierne una per gli auguri e per il tema da proporre ai fedeli, sono stato attratto dallʼopera su tela di Ludovico Carracci del XVI secolo. Qui la sacra famiglia è raffigurata sulla barca e il mio pensiero spontaneamente è andato ai tanti disperati, che continuano a utlizzare barconi di fortuna per attraversare il nostro mare, divenuto ormai un vero e proprio cimitero umano. Ho pensato: “Anche la sacra famiglia ha dovuto emigrare in Egitto, per ripararsi dal tiranno del momento, e anchʼessa ha utilizzato un barcone!”.

Ma dalla Giudea, per raggiungere lʼEgitto, non era necessario utilizzare il mare! Poi ho letto nelle didascalie che ad essere raffigurato era il ritorno dallʼEgitto. Ma anchʼesso si poteva affrontare per via terra. Perché allora lʼillustre pittore ha scelto la navigazione, per rappresentare il rientro della Sacra Famiglia nella sua patria, dopo lʼesilio in Egitto? Al di là delle intenzioni dellʼartista, la mia fantasia ha fatto voli pindarici e vi ha visto in quella raffigurazione la realtà ancora in atto di unʼumanità disperata in cerca di patria, di pace, di vita. Esattamente ciò che cercavano Giuseppe e Maria, i protettori del Figlio di Dio, allʼinterno di una storia piena di “erodi” intenti a soffocare, uccidere e massacrare la speranza.

 

Questʼanno il nostro presepe nel santuario sarà speciale, perché intende incarnare la disperazione di un continente, quale quello africano, ancora alla ricerca della libertà, del progresso e della pace. I miei confratelli eritrei, con i quali in monastero condivido lʼideale della vita monastica, spesso ci parlano della situazione nel cosiddetto corno dʼAfrica, in particolare in Etiopia ed Eritrea. Le speranze per la realizzazione di una vita democratica e civile sono ora incrementate dal nuovo corso, avviato dal giovane presidente etiope Abiy Ahmed Ali, ma la strada è lunga, faticosa, irta di difficoltà. Sono tanti i barconi, simili a quelli della Sacra Famiglia! Di fronte a tanta disperazione, spesso noi cristiani siamo confusi e disorientati. I progetti politici a riguardo sono inadeguati. Ma quel bambino sulla barca ci interpella! Lo vediamo in braccio alla Madonna, con lo sguardo rivolto a Giuseppe e con il piccolo dito indicante lʼoriente. Di là nasce il sole; sgorga la vita; viene lʼastro luminoso, che riscalda, illumina e accalora la storia degli uomini. Quel “ditino divino” indica quale deve essere il nostro orientamento di cristiani, seguaci del Verbo fattosi carne. La veglia di Natale sarà per noi una riflessione sulle cause reali di tanta disperazione. Ce lo ricordava, già, cinquantuno anni fa, lʼinascoltato “profeta” san Paolo VI. Nella Populorum progressio, enciclica altamente profetica, il Papa analizzava in modo lungimirante una vera e propria concatenazione di cause, che hanno portanto alla situazione odierna. Mediteremo parti di quel testo, aiutati dallʼicona della Sacra famiglia, costretta a proteggersi dalle unghie feroci del tiranno Erode.

Natale sia per tutti noi la festa dellʼumanità nuova, in cammino verso la speranza.

Auguri di pace a tutti voi, cari lettori!

Padre Antonio M. Semerano

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SOLENNE VEGLIA ORE 22,30 VEGLIA DI NATALE

SANTE MESSE DEL GIORNO DI NATALE: 8,30; 11,00; 18,00

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