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envenuto! 

Pace a te, amica o amico. Chissà cosa ti ha spinto fin qui! Forse la curiosità, o il desiderio di conoscenza o la sete di ricerca? Oppure ti sei semplicemente smarrito nella fitta trama di proposte e suggerimenti della rete? O il caso? Ma, il caso, come ha detto qualcuno, è lo pseudonimo di Dio, quando non vuole firmarsi! Qualunque sia la motivazione, è bello pensare che Qualcuno ti ha condotto fin qui per dar sollievo al tuo animo. In quest'oasi spirituale ad accoglierti c'è Maria, la Madre Celeste, la Padrona di casa. E poi ci siamo noi, i monaci cistercensi del monastero intitolato alla Vergine SS. di Cotrino, che ti facciamo compagnia in questa pausa dello spirito. Qui sei al sicuro, sotto il manto di Maria. Qui sei a casa, fra il calore e la gioia dei fratelli.Il Signore ti conceda quanto il tuo cuore desidera e giova alla tua anima. 

Benedictus te benedicat!

Orario Sante Messe

Orario  Invernale 

Giorni feriali: ore 7.00 - ore 19.00 nell'antico santuario. 

Sabato e prefestivi: ore 7.00 nell'antico santuario - ore 18.00 nel nuovo santuario.

Domenica e festivi : ore 8.30 - 11.00 - 18.00 nel nuovo santuario.

Orario  Estivo

Giorni feriali: ore 7.00 - ore 19.00 nell'antico santuario. 

Sabato e prefestivi: ore 7.00 nell'antico santuario - ore 19.00 nel nuovo santuario.

Domenica e festivi : ore 8.30 - 11.00 - 19.00 nel nuovo santuario.

UltimaCenSe lʼultima cena di Gesù con i suoi discepoli, almeno nelle sue intenzioni, è stata una cena pasquale, certamente la comprendiamo meglio se teniamo presente il rito ebraico del Seder haggada Pesah o rituale pasquale della cena.

 La Cena pasquale degli Ebrei si divide, ancora oggi, in quattro parti, determinate dalle quattro coppe o calici, che si bevono allʼinizio o durante ogni singola parte:

PRIMA PARTE: Benedizione introduttiva: si beve la prima coppa; ci si lava le mani (forse è stato in questo momento che Gesù lava i piedi ai Dodici); si riecita il Kiddùsh, che proclama la santità della festa, con allʼinterno il cosiddetto “Canto pasquale dei bambini”.

SECONDA PARTE: Narrazione dellʼuscita dallʼEgitto: si beve la seconda coppa e si ascolta il racconto, letto o cantato dal padre o da colui che presiede. È in questo momento che si prende una delle tre azzime, la si spezza e la metà si nasconde sotto la tovaglia, perché venga mangiata alla fine del rito, quando “si è sazi”.

TERZA PARTE: Cena, durante la quale si beve la terza coppa.

QUARTA PARTE: canto messianico; si beve la quarta coppa e si presenta la quinta coppa, detta la “coppa di Elia”, che non si beve, ma con la quale viene fatto lʼaugurio con lʼespressione: “Questʼanno qui! Lʼanno prossimo a Gerusalemme!”.

Sulla tavola spicca la menorah o candelabro ebraico, che con le sue sette braccia ricorda i sette giorni della creazione. Le pietanze, caratteristiche della cena pasquale, sono: i tre pani azzimi, ossia pane non lievitato; il karoset, ossia un particolare frullato, che simboleggia il cemento; le arbe amare, che ricordano l'amarezza della schiavitù in Egitto; tre uova, simbolo della vita e della libertà; una zampa di agnello, che oggi, in mancanza del Tempio, sostituisce l'agnello pasquale.

 

CenaPasquale

Passando ora alla Pasqua di Gesù, va detto che le formule primitive della Cena o consacrazione ci danno due coordinate temporali: “mentre cenavano” e “dopo la cena, allo stesso modo”. Questi due elementi ci permettono di affermare che Gesù abbia preso una delle tre azzime, forse quella nascosta sotto la tovaglia, chiamata “afikomah”, che si mangia alla fine quando si è sazi, e la offre ai Dodici, identificandola con il suo corpo. La seconda annotazione ci porta a concludere che il calice, presentato come il suo sangue, sia stato o la quarta coppa della cena o, forse più probabilmente, la “coppa di Elia”, quella che gli Ebrei non bevono, ma che Gesù avrebbe fatto bere, a significare che Elia ormai è venuto nella sua persona e ha portato a compimento la Pasqua e il Regno messianico. La meditazione delle parole eucaristiche della consacrazione costituisce la parte centrale, ovvero il cuore, dell’intera preghiera eucaristica e, pertanto, di tutta la celebrazione della Messa. Esse ci sono riportate dagli evangelisti (Mt 26,26-29; Mc 14,22-25; Lc 22,19-20; Gv 6,51c), concordando con la testimonianza dellʼapostolo Paolo:

 Il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito,

prese del pane e, dopo avere reso grazie, lo spezzò e disse:

«Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me».

Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice,

dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue;

fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me».

 Prima lettera ai Corinzi 11,23-25

 

Menorah

La Menorah, o Candelabro ebraico, che con le sue sette braccia ricorda i giorni della creazione.

 CristoAgnello

L'agnello pasquale, simbolo di Cristo "vero Agnello, che toglie i peccati del mondo".

 

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