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envenuto! 

Pace a te, amica o amico. Chissà cosa ti ha spinto fin qui! Forse la curiosità, o il desiderio di conoscenza o la sete di ricerca? Oppure ti sei semplicemente smarrito nella fitta trama di proposte e suggerimenti della rete? O il caso? Ma, il caso, come ha detto qualcuno, è lo pseudonimo di Dio, quando non vuole firmarsi! Qualunque sia la motivazione, è bello pensare che Qualcuno ti ha condotto fin qui per dar sollievo al tuo animo. In quest'oasi spirituale ad accoglierti c'è Maria, la Madre Celeste, la Padrona di casa. E poi ci siamo noi, i monaci cistercensi del monastero intitolato alla Vergine SS. di Cotrino, che ti facciamo compagnia in questa pausa dello spirito. Qui sei al sicuro, sotto il manto di Maria. Qui sei a casa, fra il calore e la gioia dei fratelli.Il Signore ti conceda quanto il tuo cuore desidera e giova alla tua anima. 

Benedictus te benedicat!

Orario Sante Messe

Orario  Invernale 

Giorni feriali: ore 7.00 - ore 19.00 nell'antico santuario. 

Sabato e prefestivi: ore 7.00 nell'antico santuario - ore 18.00 nel nuovo santuario.

Domenica e festivi : ore 8.30 - 11.00 - 18.00 nel nuovo santuario.

Orario  Estivo

Giorni feriali: ore 7.00 - ore 19.00 nell'antico santuario. 

Sabato e prefestivi: ore 7.00 nell'antico santuario - ore 19.00 nel nuovo santuario.

Domenica e festivi : ore 8.30 - 11.00 - 19.00 nel nuovo santuario.

BenedettoIl 21 marzo si celebra la solennità del Transito di san Benedetto.

Per l'occasione sarà esposta alla venerazione dei fedeli la statua in cartapesta, realizzata dall'artista Maestro Prof. Francesco Invidia. 

Programma

ore 17,30: Vespri Solenni

ore 18,00: Solenne concelebrazione, presieduta dall'abate di Casamari Eugenio Romagnuoli

ore 19,00: Recital sulla vita di san Benedetto

Vedi il manifesto

Vedio il video

 ***

LA STATUA DI SAN BENEDETTO

 

REALIZZATA DAL MAESTRO PROF.

 

FRANCESCO INVIDIA

 

NELLʼANNO DELLA MISERICORDIA

Nel realizzare la stupenda statua in cartapesta di San Benedetto da Norcia, lʼartista, il Maestro Prof. Francesco Invidia ha preso spunto dallʼaffresco situato nella Chiesa di S. Maria Argentea, raffigurante il Patrono che tiene in mano la città di Norcia, simbolo di amore e protezione. Produzione della bottega degli Sparapane, e precisamente di Francesco Sparapane dellʼanno 15281, il santo abate è raffigurato qui insieme alla Vergine con Bambino e a santa Scolastica, in un meraviglioso trittico di colori e di egregi movimenti.

 DESCRIZIONE DELLA STATUA

Ai piedi di san Benedetto, simboleggiati da una coppa con un serpente e da un corvo, sono ricordati due episodi significativi della vita del santo, magistralmente ritratti nell’agiografia che di san Benedetto redasse papa Gregorio Magno nel secondo libro dei suoi Dialoghi, interamente dedicato al santo di Norcia.

Il significato della coppa o calice

La coppa si rifà ad un tentativo di avvelenamento che vide come protagonisti san Benedetto da Norcia e alcuni monaci, presso Vicovaro (Roma). Questi ultimi, vedendo «che sotto la sua direzione le cose illecite non erano assolutamente permesse e d’altra parte le inveterate abitudini non se la sentivano davvero di abbandonarle» (Gregorio Magno, Dialoghi, II, 3), decisero di sbarazzarsi di san Benedetto porgendogli una coppa di vino avvelenato. Quando il santo tracciò un Segno di Croce sopra la coppa nell’intento di benedirla, questa si infranse, «come se al posto di una benedizione vi fosse stata scagliata una pietra» (ivi).

 Il significato del pane e del corvo
L’immagine del
corvo rimanda ad un secondo tentativo di avvelenamento, «tristo costume dei cattivi» (ivi), ai danni di san Benedetto. L’episodio narra di come il sacerdote Fiorenzo, «istigato dallo spirito maligno» e bruciante «d’invidia per i progressi virtuosi dell’uomo di Dio» (ibid., II, 8) inviò a san Benedetto, nel frattempo nuovamente ritiratosi in eremitaggio, un pane avvelenato. Venuta l’ora di mangiare ed avvedutosi dell’inganno, san Benedetto comandò ad un corvo che «veniva abitualmente dalla vicina selva […] e beccava poi il pane dalle mani di lui» (ivi) di raccogliere quel pane e gettarlo in un luogo dove nessun altro avrebbe potuto cibarsene. Il corvo «l’afferrò col becco, lo sollevò e volò via». Secondo alcune interpretazioni, l’episodio del corvo e del pane rimanderebbe ad Elia, cui i corvi «portavano pane e carne al mattino, e pane e carne alla sera» (1Re 17,6).

Il Pastorale con la croce di san Benedetto

Il Pastorale reca la cosiddetta Croce di san Benedetto, le cui lettere iniziali ricordano espressioni e preghiere, legate alla vita di san Benedetto. Esse sono le seguenti:

C.S.P.B. Crux Sancti Patris Benedicti (La Croce del Santo Padre Benedetto)

C.S.S.M.L. Crux Sacra Sit Mihi Lux (La Croce Santa sia la mia luce).

 N.D.S.M.D. Non Drago Sit Mihi Dux (Non sia il demonio il mio condottiero)

 V.R.S. Vade Retro, Satana! (Allontanati, Sanata!)

 N.S.M.V. Numquam Suade Mihi Vana (Non mi attirare alle vanità)

 S.M.Q.L. Sunt Mala Quae Libas (Son mali le tue bevande)

I.V.B. Ipse Venena Bibas (Bevi tu stesso i tuoi veleni).

Il libro della Regola

Quello, che il santo patrono dʼEuropa solleva con la propria destra, è il libro della santa Regula, aperto nel punto preciso che recita: De Dei misericordia numquam desperare (RB 4,74). Si tratta dellʼultimo strumento delle buone opere, quasi una sorta di sigillo finale. Sembra quasi che questʼultimo sintetizzi gli strumenti precedenti per compiere le opere buone, ossia il progetto e la volontà di Dio.

 

 

 

 

1 Cfr A. VERGARI, Agostino e Francesco Sparapane pittori nursini di primo Cinquecento: ritrovamenti e restauri, 2013.

 

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